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Il GM Iaconi: «Fatto tanto in poco tempo, il bilancio è positivo»
Il GM Iaconi: «Fatto tanto in poco tempo, il bilancio è positivo»

In mattinata il General Manager biancorosso Andrea Iaconi, alla presenza degli organi d’informazione, ha stilato un esaustivo bilancio della stagione sportiva corrente, a livello tecnico e programmatico.
«Quando ho conosciuto il Presidente lo scorso 15 giugno – le sue parole - la prima impellenza è stata quella di procedere con l’iscrizione, il cui iter non era stato e non sarebbe stato completato dalla precedente gestione. Al Presidente ho sempre detto che per fare calcio occorrono strutture, settore giovanile, plusvalenze e, come conseguenza dei primi tre punti, i risultati».
STADIO
«È stato rivisitato in maniera esemplare - ha proseguito il GM - è un autentico gioiellino, invidiatoci da tutti a livello nazionale, sul quale il Presidente ha investito circa due milioni di euro in pochissimo tempo, ed è un punto di partenza rilevante, perché è importante farsi conoscere e far lievitare la considerazione sul nostro conto. Non voglio entrare nelle dinamiche polemiche di questi giorni, ma è palese che non possa passare un anno intero all’insegna del silenzio per un bando di assegnazione, come nel caso del campo Acquaviva».
PRIMA SQUADRA
«Abbiamo acquistato ventitre calciatori dalla scorsa estate per venticinquemila euro complessivi relativi ai cartellini, non è affatto vero che siamo una delle rose più costose della terza serie e, rimanendo al nostro girone, il gap con piazze come Bari, Reggio Calabria, Terni o Catanzaro, era e rimane elevato. Come stagione d’avvio, direi che qualcosa di buono c’è stato, non la ritengo certamente un disastro, anche considerando che ora abbiamo una struttura che può essere consolidata. È chiaro che ci saremmo senz’altro aspettati sei-otto punti in più per dare un’immagine diversa alla classifica e che di errori ne sono stati commessi tanti: la mia esperienza, però, mi porta a dire che è fisiologico in un percorso del tutto rinnovato e che il fattore tempo incide. Non bisogna dimenticare come siamo partiti: in forte ritardo e con settanta giorni di ritiro forzato perché il “Bonolis” non era pronto, con tre infortuni gravi patiti (Soprano, Lasik e Di Matteo, ndr) e le difficoltà di un mercato che stentava a decollare, per il semplice motivo che in molti rifiutavano Teramo perché a conoscenza del sintetico usurato o per la considerazione del club pregressa».
SETTORE GIOVANILE
«Stiamo messi bene, mi spiace se qualcuno possa pensare il contrario. Abbiamo acquistato cinquantanove calciatori per tredicimila euro, investendo cinquecentomila euro complessivi, duecentomila oltre il minimo richiesto. Soprattutto puntando forte sulla figura di Cetteo Di Mascio, uno dei tre-quattro profili migliori a livello nazionale, e la qualità si paga. Se lo abbiamo fatto, è per crescere meglio e prima. Senza dimenticare il buon gruppo creato con la Divisione Femminile e la Scuola Calcio costruita ex-novo».
PUBBLICO
«Siamo orgogliosi di aver raddoppiato le presenze al botteghino, di aver triplicato gli abbonamenti e che grandi club nazionali mi chiedano ragazzini di 14-15 anni che, peraltro, nell’ottica di una crescita condivisa, non venderemo. I tifosi sono stati gli unici a capirci davvero, soprattutto quelli della Curva, mostrando una passione smisurata e che ho percepito poche volte in passato. Questo è il calcio».
BILANCIO
«Il problema sono i mancati ricavi dovuti anche a promesse non mantenute: il Presidente ha investito circa otto milioni di euro, ripartiti tra l’acquisto del club con ripianamento dei debiti pregressi, la costruzione della prima squadra e lo stadio. Siamo molto felici di quanto fatto, orgogliosi di essere arrivati ottavi, al netto della naturale euforia iniziale mostrata dal nostro Presidente. Senza riforma e senza sostegno, tuttavia, non possiamo costringere le proprietà di Serie C a rimettere due-tre milioni di euro all’anno. Tutti hanno fatto quanto era nelle proprie possibilità per il bene della società. E ritengo sia una bella soddisfazione per lui, ricevere costanti attestati di stima a livello nazionale per quanto prodotto: ora si parla di Teramo in maniera importante, ma se non credete a quanto vi abbiamo detto, è inutile conversare ed è stato questo il principale motivo dell’inevitabile silenzio stampa di questi mesi, una costante richiesta di collaborazione verso i media rimasta inascoltata, nonostante rimanga una sconfitta per il club».

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